FORTE CASTELLACCIO - TORRE SPECOLA

 

 

Le prime notizie sicure riguardo opere difensive in questa località risalgono al 1319, quando i guelfi edificarono un castello con "mura e fossi". Nel 1530 questo, rovinato dagli anni, fu ripristinato subendo alcune modifiche. Nel 1633, con la realizzazione delle Nuove Mura, si pensò di demolirlo; fu invece conservato in parte, ed utilizzato come deposito per le polveri e caserma per un piccolo presidio di soldati a guardia della cinta. Purtroppo non si conosce l'esatta consistenza di quelle antiche strutture. Il Castellaccio settecentesco era invece formato da due caserme parallele, con solai di legno, contenenti alloggi, cucine e magazzini appoggiati al recinto di una grossa polveriera. Nella parte meridionale della fortezza erano ancora presenti i resti dell'antico castello, ridotti a poche opere in muratura o alle sole fondamenta.

Le grandi trasformazioni ebbero inizio dopo l'annessione al Regno Sardo. Nel 1818 veniva presentato uno studio per rinnovare la fortificazione settecentesca, la quale fu completamente demolita e ricostruita, sullo stesso luogo, dallo stesso anno seguendo questo progetto. I lavori, intorno al 1827, furono interrotti, ma ripresero subito dopo seguendo un altro disegno. Le murature già innalzate non furono demolite. Nell'area interna del complesso, esistono ancora le testimonianze di quel fortino mai completato. Il nuovo Castellaccio era una fortezza autonoma, avente il duplice scopo di proteggere la città e di sedare eventuali rivolte cittadine. La caserma è composta da due piani, più un sotterraneo; all'interno di quest'ultimo si trovavano due forni da 320 razioni ciascuno.

La Torre della Specola, anomalo edificio in mattoni rossi visibile da molte zone della città, è stata innalzata sullo sperone roccioso dove, fin dal 1509, erano eseguite le condanne a morte, fino allora compiute nella zona della Lanterna. Le forche erano composte da quattro pilastri in pietra che sostenevano assi trasversali, da cui pendevano catene, dalle quali penzolavano i corpi dei condannati. La Specola fu edificata fra il 1817 ed il 1825 come integrazione del complesso "Castellaccio" (composto, appunto, dal Forte e dalla Torre). Tra il 1830 ed il 1836, le due opere furono inglobate all'interno di un'unica cinta bastionata, con un accesso comune. L'interno del torrione è su due piani, più un sotterraneo con cisterna. La struttura reggente è composta da sei grossi pilastri; la ripida scala di servizio è ricavata in uno di essi. La grande sopraelevazione che spicca sul tetto è stata edificata tra il 1911 ed il 1914 dall'Istituto Idrografico della Marina, per ospitare un osservatorio meteorico ed aerologico ed il relativo personale. La Torre fu abbandonata nel 1969, in seguito utilizzata come deposito materiale ed oggi come archivio.

Dal 31 maggio 1875 fino al giugno 1940, da una casamatta posta sull'angolo delle mura esterne, a mezzogiorno in punto veniva sparato un colpo di cannone. Il contatto elettrico era dato da un pendolo, tuttora conservato funzionante, posto all'interno del Forte San Giorgio, sede dell'Istituto Idrografico.

Durante i moti del 1849 i soldati piemontesi erano barricati all'interno del complesso: isolati e senza ordini, consegnarono la fortezza ai rivoltosi. Questi, asserragliati al suo interno, cercarono di rallentare il più possibile l'occupazione della città da parte delle truppe del generale La Marmora, sparando continue cannonate contro San Benigno e Palazzo Doria (occupati dai bersaglieri). Ma i piemontesi dilagavano ovunque; in molti abbandonarono il Forte calandosi dalle mura. La resa del 10 aprile restituì il complesso alle autorità militari. Durante la prima guerra mondiale vi furono rinchiusi i prigionieri austriaci. Già dal 1929 è sede di una stazione radiotelegrafica. Il resto è oggi parte disabitato (in questa zona aleggiano strani misteri ...), anche se in buono stato di conservazione, o utilizzato come magazzino dall'Istituto Idrografico e come ritrovo dal "Club Castellaccio anni '30". La caserma sulla val Bisagno è invece completamente abbandonata.

 

 

 Altre immagini:

 Torre della Specola (erroneamente indicata Castellaccio) da Mura delle Chiappe nel 1907

 Panoramica verso levante dal terrazzo della Torre Specola

 Forte Castellaccio: cortile interno della caserma

 Castellaccio: interno della caserma sulla val Bisagno

 Castellaccio: accesso alla caserma sulla val Bisagno

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