FORTE QUEZZI

 

 

Forte Quezzi sorge dietro il "Biscione", sul punto in cui il crinale principale proveniente dal monte Ratti, si dirama nei due secondari verso Marassi e Staglieno. Il 12 giugno 1747 gli austriaci occuparono il sito, accampandosi con una ridotta e numerose trincee, delle quali notiamo ancora i resti nei pressi. Il primo progetto del Forte, redatto dal Sicre nel 1747, fu modificato perché, con la forma ideata, mal si adattava alla natura del terreno. I lavori furono iniziati e subito sospesi per mancanza di fondi.

Durante l'assedio del 1800 il generale Massena si rese conto dell'importanza della posizione ed ordinò velocemente il ripristino dei lavori: "non può esprimersi l'incredibile celerità di questa fabbrica ... Invece di gabbioni ... vi si adoprarono 5 in 600 botti ripiene di terra ... se ne formarono ... i parapetti ... Questi travagli, che doveano durare almeno tre mesi, furono fatti in tre giorni, e tre notti. Vi travagliarono ... i generali, gli uffiziali e i soldati".

Tra il 1805 ed il 1814 i lavori furono attivamente ripresi dai francesi, con la realizzazione della caserma a due piani e, dopo 1815, dal Genio Sabaudo. L'obiettivo dell'opera era "d'impedire al nemico d'inoltrarsi nella Valle di Bisagno". La costruzione è stata disabitata nel 1914. Intorno al 1940 il primo piano della caserma fu demolito per sistemare le postazioni della contraerea. Nel 1945 fu completamente abbandonato. Oggi è un cumulo di rovine. Della caserma rimane solo il piano terra, inaccessibile. Il recinto bastionato è tuttora utilizzato per il ricovero delle greggi.

 

 

 Altre immagini: 

 Resti della caserma: una finestra al piano terra

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