FORTE FRATELLO MAGGIORE

 

 

Il Fratello Maggiore era architettonicamente più grande e formato dalla sola Torre. Questo Forte purtroppo non esiste più. Al suo posto troviamo oggi un prato. Nel 1806, con un progetto mai attuato, veniva ideata una piccola caserma su questa posizione. La costruzione del Forte fu iniziata nel 1815 dai piemontesi e conclusa dopo circa 10 anni.

L'ingresso era protetto da un breve fossato e dal ponte levatoio rivolto ad est, verso la val Bisagno. Il piano terra era composto da un corridoio centrale, sul quale si affacciavano due vani: al termine del corridoio erano situate le scale d'accesso al piano superiore; verso l'esterno si aprivano solo feritoie. Nel sotterraneo c'erano tre piccoli locali accessibili da una botola.

Dal primo piano, composto da due stanzoni voltati a botte, si aprivano nove finestre-cannoniere provviste di grate. Per accedere alla copertura a terrazza si sfruttava un'altra scala, piuttosto ripida, allogata al centro dell'opera. L'uscita sul tetto era protetta da una piccola casamatta. I muri alla base misuravano 2 metri e 20 di spessore, ed erano inclinati con una fortissima scarpa. A metà altezza si innestavano delle paraste che incorniciavano le cannoniere. Dal terrazzo si affacciavano le caditoie, protette da grate apribili. L'acquartieramento era di 20 soldati.

Nel 1898 era già stato abbandonato. Nel 1929 era sicuramente ancora intatto. Nell'agosto 1932 dell'opera rimaneva solo il piano terra. La certezza della data smentisce definitivamente la notizia che voleva la Torre demolita nel 1936 per motivi militari, o nel '44 dai soldati tedeschi, e nello stesso tempo infittisce ancor di più il mistero sulla sua demolizione, avvenuta in realtà in un periodo di calma militare. In Italia, dopo la parentesi della prima guerra mondiale, si cominciò a parlare di difesa contraerea nel 1927. Già da quell'anno all'interno di qualche antica fortificazione (ad esempio il San Martino) furono approntate queste batterie. Nel 1930 venne istituita la Milizia per la difesa aerea territoriale, denominata in seguito DICAT (Difesa Contraerea Territoriale).

La demolizione del Fratello Maggiore è stata iniziata per installare una contraerea, fra il 1930 ed i primi mesi del '32. Su quello che è successo dopo, a causa della mancanza di documenti, possiamo solo ipotizzare: 1) i lavori furono comunque subito interrotti: qualcuno, nelle alte sfere militari, potrebbe aver cambiato idea, oppure più semplicemente, visto che la costruzione era edificio monumentale, potrebbe essere intervenuta la Soprintendenza a bloccare i lavori di smantellamento. Fino al 1937 del Forte rimase in piedi solo il piano terra. Quello stesso anno, alla vigilia del conflitto, il regime decise di abbattere completamente i pochi resti per sistemare al loro posto quattro piazzole per la contraerea. 2) i lavori proseguirono fino al completamento della nuova batteria, già attiva negli anni '30, composta da quattro postazioni (utilizzate dai tedeschi dal '43), delle quali si scorgono ancora le tracce.

Oggi del Forte ottocentesco rimane solo la cisterna (completamente ricolma di spazzatura e detriti) ed i locali seminterrati, male accessibili; all'interno di questi, scarse testimonianze dell'antico fortino. I resti delle opere in pietra e cemento disseminate sull'area facevano parte dei servizi della contraerea. Esaminando attentamente il terreno circostante, nascosto dall'erba si nota ancora una parte del basamento originario. Il materiale ricavato dalla demolizione è stato riutilizzato per la realizzazione delle quattro batterie e dei piccoli edifici per i servizi della guarnigione.

 

(Il disegno di sfondo è stato realizzato dal Prof. Arch. Renato Fenoglio. Per sua gentile concessione) 

 

 

 Altre immagini:

 Il crinale dei Due Fratelli in una rara foto fine '800: a destra è il Fratello Maggiore

 La spianata del Fratello Maggiore con i resti delle batterie contraeree

 Torna al Sommario