EVENTI STORICI CHE PORTARONO ALLA REALIZZAZIONE DELLE NUOVE MURA

 

 

Le Nuove Mura furono progettate e decise nel 1626 per sostituire le trincee e bastie provvisorie di terra e fascine, affrettatamente compiute lungo lo stesso percorso nel 1625, quando la Repubblica si era trovata in grave pericolo, minacciata dall'Armata franco-savoiarda; quindi in molti era sorta l'idea di rendere quelle opere campali più stabili e soprattutto permanenti per difendere la Superba città di Genova in modo definitivo, traducendole in una lunga cinta di mura bastionate.

Genova in quel tempo era già munita di una ben robusta cinta bastionata, più evoluta rispetto alle antiche Mura medioevali, ma ormai incapace di contenere l'espansione continua dei borghi sempre più dilatati e soprattutto inadatta a proteggere la città e il porto dai tiri sempre più lunghi delle batterie del nemico.

"La settima cinta è quindi molto più ampia dell'area effettivamente abitata, che resta quella dei bastioni del 1536, e risponde all'esigenza di intercettare i crinali che scendono al mare e le vie d'accesso sia da levante che da ponente, comprendendo inoltre l'intero arco portuale, anche questo murato, dalla Lanterna al Molo."

La Repubblica di Genova , in un quadro storico-politico segnato da profonde incertezze, aveva capito che era ormai tempo di affidare la difesa della propria indipendenza ad una efficiente organizzazione militare. Il sottile gioco politico delle alleanze non era più perseguibile a causa delle incertezze legate all'inaffidabilità di un alleato come la Spagna ed alle sempre più grandi ambizioni dei Savoia. La Spagna nella primavera del 1571 si era annessa il territorio di Finale con il proposito, poi rivelatosi inutile, di creare quello sbocco al mare tanto reclamato dalla regione della Lombardia. Il Ducato di Piemonte pure ambiva ad una ambiziosa possibilità di poter "raggiungere" il mare in un modo più agevole rispetto a Nizza e quindi Genova pareva essere sempre di una importanza strategica.

Un terzo motivo, considerato da molti storici, con ragione, il più immediato e che dette l'avvio alla costruzione delle Nuove Mura, fu la breve guerra per il Marchesato di Zuccarello, fra il 1624 e il '25 (nota).

Nel mese di marzo del 1625, l'esercito piemontese ben organizzato, rapidissimo nelle manovre, conquistò ad uno ad uno tutti i castelli di confine. Caddero Ovada, Rossiglione, Voltaggio e altrettanto velocemente raggiunsero a Genova le notizie delle sconfitte, confuse e ingigantite per quel carattere ligure chiuso, pessimista per natura, ma certo non rassegnato a subire la resa.

In aiuto alla Repubblica e al suo Porto questa volta giunse la squadra navale di Spagna, mentre fuori città spontaneamente, si organizzò una difesa provvisoria delle alture. "Tutti con grande ardore si posero all'opera" e guarnirono i monti di trincee, muri a secco, palizzate, lungo un percorso indicato da una Commissione di Esperti tra cui primeggiava Padre Vincenzo Maculano. Una linea fortificata, che seguiva il crinale della Lanterna fino alla Bastia di Peralto e di lì, attraverso il Castellaccio e lo Zerbino si congiungeva con le Mura Vecchie sopra il Bisagno. Queste opere seguite frettolosamente sotto la minaccia di un assedio che poi non si verificò, costituirono, durante gli anni che seguirono, un primo tracciato per l'opera definitiva delle Nuove Mura.

L'opinione pubblica intanto si stava sempre più convincendo che, per una patria libera, era quindi indispensabile creare un immenso recinto onde poter dominare e non essere dominati, e che fosse e riuscisse il più ampio possibile.

Si formò quindi un grosso dibattito, si chiese il parere di molti uomini illustri i quali intervennero, ognuno con una propria proposta, fino a quando finalmente fu decretata dal Senato, il 19 aprile del 1626, l'opera definitiva delle Nuove Mura.

 

 

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