LA COSTRUZIONE

 

 

Essendo il recinto delle Nuove Mura assai esteso e dovendo seguire dislivelli spesso forti, l'esecuzione fu ripartita in numerosi "posti" (lotti), dati a "scarzo" (cottimo) a "scarzeratori" (cottimisti) con successivi appalti eseguiti secondo un capitolato.

I primi contratti d'appalto vennero stipulati dal Magistrato delle Nuove Mura il 26 aprile 1630; si verifico` l'impossibilita` di poter gestire contemporaneamente tutto il personale e il materiale necessario per l'esecuzione dell'opera su tutto il percorso per cui si convenne di "dar principio alla fabbrica delle nuove mura cominciando dalla bastia di Peralto e Castellazzo".

Dalla parte del Polcevera, dal Forte Sperone alla Lanterna, invece i lavori procedevano molto lentamente e fino a tutto il 1630 era stato solo appaltato un primo lotto dalla Lanterna verso gli Angeli a Francesco Peluggo e Masino Lavarello. Nel febbraio 1631 furono ancora appaltati sul lato del Bisagno altri 5.200 palmi dal punto in cui terminava il lotto assegnato a F. da Novefino alla località le 'Arbore' all'altezza dell'attuale stazione Brignole affidando i lavori ad un gruppo di 'scarzeratori': Daniele Gazella, Sebastiano Ponsello, Antonio dell'Aggio, Pietro e Bernardo Cantone. Dal febbraio 1631 fu infine deciso di seguire il primitivo tracciato, più ampio, decisione suffragata da un'ultima relazione di Padre Don Giovanni de Medici in data 20 ottobre 1631 pienamente approvata dal Senato il 20 dicembre 1631. Furono cosi` appaltati da settembre ad ottobre 1631 tre lotti da S.Benigno fino al bastione della Concezione. Il primo a Bernardo Cantone, un secondo a Andrea Orrigone ed il terzo di nuovo a B. Cantone. Infine da novembre 1631 ad aprile 1632 furono affidati, ai seguenti 'scarzeratori' tutti i rimanenti lotti dagli Angeli al Peralto. Il tratto ancora incompiuto tra Peralto e Castellaccio fu suddiviso in tre lotti.

Nel frattempo fu progettato dall'ingegnere militare Francesco Pristini, che fu espressamente chiamato da Milano, il complesso percorso delle 'Fronti Basse' a bastioni reali doppi, lungo il piano del Bisagno. L'opera fu suddivisa in cinque lotti distinti, dalle 'Arbore' fino a congiungersi con le Mura Vecchie di Carignano. Tutti questi intraprenditori dovevano impegnarsi a terminare in tutte le sue parti il cinto di mura entro e non oltre l'anno 1632.

Nello stesso tempo un nuovo dibattito si preannunciò quando si creò il problema di dover definire la collocazione delle porte e dei portelli lungo la cinta. Infatti venne consultato per l'opera delle Nuove Mura, Giovanni De Medici, un ingegnere militare, il quale sosteneva che il nuovo recinto doveva comprendere la Bastia di Promontorio, si doveva aprire la porta della Lanterna sul piano anziché sul dorso di S. Benigno e si doveva prolungare il muro marittimo lungo tutta la scogliera. E con questo consulto furono eseguiti i lavori nel 1639.

A conferma del problema è stata ritrovata infatti una lunga relazione datata 20 ottobre 1631 intorno alle Fortificazioni di Genova nella quale si cercava di individuare il luogo dove costruire la Porta della Lanterna, sottoscritta dal Consiglio che alla fine aveva opinato per una porta principale sul piano della Lanterna. Nel dibattito intervenne Padre Vincenzo Maculano da Fiorenzuola per proporre l'inserimento di due porte principali da collocare una alla Lanterna e l'altra al Bisagno mentre Ansaldo de Mari sosteneva la necessità di aprire una porta grandiosa nella costiera tra i due baluardi mediani del Bisagno e 5 portelli dal lato di terra e cioè allo Albero (ora Porta Romana) ed agli Angeli, a Multedo, a S. Bernardo e S. Simone, i quali ultimi erano già da tempo aperti. Sempre il De Mari pensò di inserire altri portelli lungo le Mura lungo il mare, "da Porta Lanterna a Porta S. Tommaso, progettati già dal De Medici e cioè uno a S. Lazzaro, un secondo a S. Teodoro ed un terzo al ponte dal quale il Signor Principe Doria aveva ingresso nei suoi giardini". All'inizio del 1632 si riaccese nuovamente una disputa circa la posizione della porta principale da aprirsi nella Valle Bisagno; infatti il Balliano proponeva la porta di Albera poiché era "posta all'esterno sulla dirittura della strada maestra, al di dentro scorrente, ha edifici bellissimi, larga e tra le più magnifiche di Genova", ma, dopo aver sentito il Maculano, il De Medici e dopo aver esaminato altre proposte, il Consiglio votò infine la proposta del De Mari approvando quindi la possibilità di fare due sole porte principali, una alla Lanterna e l'altra al Bisagno, chiamata Porta Pila, scartando l'idea del Balliano di considerare la Porta Romana, e confermando i portelli già definiti precedentemente.

Definito il circuito delle mura, collocate lungo il suo lungo percorso le porte e i portelli, si formulò il bisogno di ricreare le strade di accesso alla città in modo adeguato, cercando di rispettare la condizione urbana in cui si trovava Genova in quel periodo sebbene si scatenarono delle proteste da parte dei proprietari che si videro espropriare i propri orti e terreni indispensabili per il passaggio delle pubbliche vie di comunicazione (nota).

Cominciata il 7 dicembre 1627, si poteva ormai dire che tra aprile e maggio la costruzione delle mura poteva considerarsi conclusa; "il gran circolo di questi rampari di terra e di mare citando il Cevasco misura: da S. Benigno allo Sperone, metri 6160; dallo Sperone alla Strega, metri 6490; dalla Strega alla Porta del Molo Vecchio, metri 2360; dal Molo Vecchio alla Lanterna, metri 4550; con un totale di metri 19560 e cioè metri 12630 dalla parte di terra e 6930 da quella di mare".

Inoltre, verso la fine del secolo XVII lungo il percorso di tutta la cinta, si potevano contare 137 garitte per le sentinelle, collocate sugli angoli dei bastioni nei punti più sporgenti delle mura .Il 24 marzo 1639, dopo un sopralluogo del Sig. Federico Imperiale e dell'Arch. Bastiano Poncello lungo i posti e i presidi intorno al porto, si ordinò l'ampliazione dei posti di guardia al Baluardo dell'Arsenale ed alla Torre della Darsena mentre all'inizio di febbraio del 1641 "per ordine pubblico si demoliva l'antica Torre della Darsena del porto, costituendola in Baluardo per maggior sicurezza di quella bocca e nel mese di settembre, dietro disegno dell'Ansaldo De Mari, si cominciava a fabbricare un andito sopra le vecchie mura della città dalla parte di terra affinché le ronde ordinarie potessero girarle per maggior loro sicurezza".

 

 

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