Tutto questo lavoro di restauro e di riadattamento della cerchia fu compiuto in tempi assai brevi grazie alla costante tenacia del Sicre la cui opera "... fu duplice: di coordinatore di un nuovo sistema sia pure provvisorio di fortificazioni e di progettista, disegnando lo schema di massima dei principali futuri forti esterni alla cerchia. Questi avrebbero dovuto avere il compito di servire da ridotte definibili in maniera autonoma, in un più vasto contesto unitario, dove nel quadro generale della lotta intorno alla città, contava soprattutto la difesa delle due vallate e dei monti che la circondavano. In questa situazione, nella quale in fondo si ripresentava in maniera più ampia la stessa situazione del 1625, l'opera del De Sicre può considerarsi una novità. Il suo fu un modo nuovo di concepire un assedio e una difesa di una piazza, diverso dagli schemi accademici delle grandi scuole di ingegneria militare, anticipando di qualche decennio le idee espresse poi dal Montalbert e che si diffusero in Europa solamente nella prima metà del secolo successivo".

 

 

 

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