Così Massena diede istruzioni a Mares: "A sinistra del Bisagno, ad est di Genova, sorge l'altura di Monte de Ratti, sul prolugamento della quale trovasi il Monte Manego, su cui elevasi il Forte di Richelieu, e da cui si spiccano cinque contrafforti. Il primo movendo da questo forte è parallelo alla Sturla, ne segue il corso e prolungasi verso il mare. Se il forte è armato di grossi cannoni, il nemico non potrà impadronirsi di questa posizione. Il secondo è quello su cui siede il Forte di S. Tecla, il quale vede tutti i rovesci del primo contrafforte, tutte le ondulazioni dei contorni di Albaro, tutti i rovesci della Madonna del Monte e finalmente affianca la comunicazione della Piazza al Forte di Richelieu. Il terzo contrafforte è quello della Madonna del Monte; se il Forte di S. Tecla e quello di Quezzi rimangono al difensore, non potrà l'offensore fermare il piede alla Madonna del Monte, d'onde colla artiglieria infierirebbe attaccando asprissimamente la Piazza di Genova. Il quarto è quello di Quezzi; Quezzi vede i rovesci della Madonna del Monte, ne impedisca l'occupazione e stabilisce pel villaggio Dei Molini e pel contrafforte che vi mette capo, la comunicazione colle posizioni del Diamante e dei Fratelli. Il quinto contrafforte finalmente è quello su cui è il Monte dei Ratti e mette capo alla Serra di Bavari. È una collina che disparte le acque della Sturla da quelle che si versano nel Bisagno. Ancorché il difensore occupi il Monte delle Fasce da una parte e Capenardo dall'altra, il nemico può passare per la Serra di Bavari, portarsi sulle alture del Monte dei Ratti, padroneggiare tutti i contrafforti, e dirizzarsi verso Genova. Questa importante postazione è guarnita di validissimi ripari, contenenti una vasta caserma per alloggiare le truppe, che dovrebbero guerreggiare e difendere queste alture".

 

 

 

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