Infatti, non avendo ceduto alle richieste della Francia che consistevano nel "disarmo di 40 galere, la costruzione di alcuni magazzini a Savona per approvvigionare liberamente la fortezza francese di Casale, la liquidazione dei crediti degli eredi dei fuoriusciti della famiglia Fieschi e come ultima condizione la precedenza del saluto delle navi genovesi su quelle francesi", la mattina del 17 maggio 1684 Genova si trovò schierata nel proprio golfo una potentissima flotta di 37 navi da battaglia, 20 galere, 17 navi da trasporto e 72 piccoli bastimenti a remi inviata dalla Francia sotto il comando dell'Ammiraglio Duquesne.
Il bombardamento fu terribile, danneggiò oltre la zona prossima ai moli, anche una parte del centro storico ma lasciò un segno indelebile alla popolazione genovese terrorizzata da quei colpi di artiglieria così violenti ma soprattutto da nuove bombe a deflagrazione che furono usate per la prima volta. Le conseguenze di questo disastro furono "...determinanti per lo sviluppo urbanistico del primo '700. Moltissime di quelle trasformazioni, di quei radicali mutamenti di stile che investirono Genova nella prima metà del XVIII secolo, furono certamente accelerate proprio da questa opera direstauro e di rinnovamento voluta più dalla sorte che per la volontà degli uomini".