FORTE TENAGLIA

 

 

La vicenda del Forte era stata un motivo di grosso dibattito durante la costruzione delle Nuove Mura, per altro già descritto precedentemente, in quanto l'incertezza di far proseguire la cinta lungo il naturale crinale dei colli o secondo un percorso più breve, fece ritardare la costruzione di quella fortezza. Infatti opinione generale era adunque che il nuovo cinto fosse e riuscisse il più ampio possibile; molti opinavano per la linea Lanterna, S. Benigno, Promontorio, Peralto e quindi convergendo a destra Castellaccio, S. Bernardo e Consolazione verso Bisagno. Così però non la pensava Frate Vincenzo da Fiorenzuola, che "dissentì ostinatamente dal progetto che prevalse e per quanto la Repubblica riponesse in lui grande fiducia e tenesse in gran prestigio la sua dottrina e i suoi consigli, pure non ebbe preponderanza".

Nell'autunno del 1632 finalmente fu deciso il tracciato delle nuove mura per cui il Promontorio era stato incluso in un piccola parte nella nuova cinta mentre il rimanente diventava una parrocchia suburbana. La Tenaglia fu quindi costruita contemporaneamente alla cinta, sull'antica fortezza cinquecentesca che, con quella di Peralto e col Castellaccio, dominava tutta la città.

"Si può azzardare l'ipotesi che dell'antico Forte di Promontorio furono adattate certe muraglie; forse all'estremità della Tenaglia vi furono inglobati le facce e i fianchi di uno dei due baluardi. Fino alla metà del settecento la 'Tenaglia' rimase all'incirca come l'aveva definita il De Medisis: una semplice opera ausiliaria alla cinta, come ce la mostrano le carte e le vedute dell'epoca, in particolare una planimetria molto schematica di Genova del De Fer, stampata a Parigi nel 1695 ed una veduta panoramica più precisa che possiamo trarre dal dipinto di A. G. De Ferrari nella chiesa di S. Giorgio a Palermo, dove non si distingue 'l'opera a corno', forse in fase di costruzione, tra il 1642 e il 1651, epoca presumibile del dipinto".

La situazione rimase invariata fino al 1747, quando in occasione della Guerra di Successione si resero necessari i lavori di rafforzamento di questa posizione strategica che dominava la Val Polcevera e fronteggiava la collina di Cornigliano.

Nella guerra del 1748 contro i Tedeschi "... furono ristorata la muraglia ... ed erano condotti a termine questi lavori, fra i quali un gran cavaliere dello Sperone in cui situare una batteria che domina la montagna, che a quel sito conduce, e l'opera a corno, chiamata la Tenaglia, che domina il lato della Polcevera". In quel periodo infatti si restaurarono e si perfezionarono le stesse mura e "alla Tenaglia, dove presiedeva Gio Batta Spinola, fu rinforzata e restaurata la decrepita 'opera a corno' ... mentre lo Spinola, che si avvaleva della collaborazione tecnica del De Cotte, presiedeva, oltre ai lavori alla Tenaglia, a tutte le opere di trinceramento del Belvedere".

Dai rilievi successivi del 1786 del Brusco e del 1788 del Codeviola non si evidenziano interventi particolari: viene confermato l'innesto delle due lunghe muraglie quasi parallele su un piano del Bastione Piano delle Bombe che partendo dalle mura poi si chiudono verso la valle del Polcevera per formare l'opera a corno.

Con l'intervento del Genio Militare Sardo venne chiuso anche il recinto verso le Mura, si realizzò la costruzione di una nuova caserma e una polveriera, mentre venne livellato il terrapieno compreso fra i due bastioni a valle e il fianco a settentrione delle Nuove Mura.

Attualmente si presenta con una caserma in parte ancora scoperchiata dopo i fatali bombardamenti dell'ultima guerra che la danneggiarono in modo grave.

 

 

 Forte Tenaglia: immagini

 Panoramica della fortificazione

 Un vano della caserma con resti della pavimentazione lignea

 Lunga teoria di feritoie della ristrutturazione ottocentesca 

 

 Torna al Capitolo