Sinteticamente: i moti scoppiarono a causa di una serie di voci incontrollate ed infondate che circolavano in città, secondo le quali il Piemonte, sconfitto a Novara durante la Guerra d'Indipendenza, in seguito ad elevati contributi e riparazioni di guerra in favore dell'Austria, era pronto a cedere Genova a quest'ultima come pegno fino all'estinzione dei debiti. Questo non è naturalmente l'unico motivo. A seguito della conseguente rivolta popolare (l'Austria è sempre stata nemica di Genova), vennero chiamati rinforzi di truppe piemontesi. Queste, una volta entrate in città, si abbandonarono ad ogni sorta di saccheggio e crudeltà verso la popolazione.
I moti di Genova del 1849 non sono molto conosciuti, il più delle volte non vengono accennati neanche nei libri di scuola; il motivo, presumibilmente, è da ricercare nel fatto che, in seguito, la monarchia cercò di minimizzare quei vergognosi eventi e di farli scivolare nell'oblio.
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