"La distruzione della Badia genovese di Capo Faro", in Benedictina XV - 1968, p. 338: "Nel 1805 i suoi quadri - e ne aveva di bellissimi - furono raccolti ... nel convento di S. Leonardo. In quest'anno medesimo la chiesa fu spogliata dei suoi marmi. Un altare ... fu portato ad ornare la chiesa parrocchiale di Cremeno, ove un'artistica tomba del secolo XV, che ora si trova nel museo di Palazzo Bianco, rovesciata, servì per molti anni a predella dell'altar maggiore. Altri marmi, comperati dal marchese Agostino Adorno, furono portati nella chiesetta di S. Giuliano e collocati ivi in una cappella di suo giuspatronato. Una statua della Madonna, pur essa in marmo, andò a riscuotere pietosa venerazione nella parrocchiale di Mele".

Tratto da SALVI G., "Distruzione della Badia Genovese di Capodifaro", su Benedictina XV - 1968.

 

 

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