LE PORTE DELLA CITTÀ

 

 

Lungo il recinto delle Nuove Mura furono inserite le porte d'accesso alla città. L'originario spartiacque era attraversato, in vari punti, da "strade" provenienti dal suburbio, le quali discendevano per entrare nell'abitato attraverso le Porte nelle mura cinquecentesche. Con la realizzazione del nuovo recinto non era (naturalmente) possibile mantenere tutti quei percorsi; si decise quindi di "riunire" quelli contigui in un'unica strada principale. Nel punto in cui questa intersecava la cinta s'inseriva una Porta d'accesso. Ognuna di queste era stata ideata senza ponte levatoio; questo fu inserito, solo in alcuni casi, tra la fine del '700 e l'inizio dell'800.

Partendo dalle Fronti Basse, la prima entrata era tramite la monumentale Porta Pila. Questa era collocata all'incrocio con via XX Settembre, all'altezza della corsia degli autobus lungo l'asse dell'attuale via Fiume. Secondo alcune fonti la porta, destinata alle fortificazioni di Porto Maurizio, fu trasportata a Genova per ordine dei Padri del Comune tra il 1647 ed il 1649. Nel 1891, durante la demolizione delle Fronti Basse, il Comune decise di abbattere anche la porta, la quale fu invece salvata e spostata nel 1899, inserendola nel Bastione Montesano in un sito oggi non più esistente, cancellato dall'espansione della stazione Brignole. Intorno al 1940 fu nuovamente smontata e collocata nel sito attuale, al termine della seconda guerra mondiale. Ai lati sono diverse lapidi commemorative.

Seguiva Porta Romana, più modesta come presenza. Era situata all'imbocco di via San Vincenzo. La sua denominazione deriva dalla strada romana che, provenendo da vico Dritto Ponticello (attuale zona piazza Dante) e via San Vincenzo, usciva dalla porta in oggetto dirigendosi verso Borgo Incrociati, l'attuale via Torti e, l'odierno corso Gastaldi. La porta fu demolita nel 1891.

Proseguendo a salire incontriamo la Porta San Bartolomeo, oggi nascosta dai servizi della Ferrovia Genova-Casella. Era l'unica, in città, a presentare il ponte levatoio sollevabile da contrappesi sferici (nella foto il sistema, uguale a quello della Porta, conservato in un Forte sulle alture di Savona). Questo accesso deve il suo nome all'omonima chiesa (oggi in corso Armellini), alla quale conduceva. Secondo un'antica usanza dei genovesi riguardante il periodo della Pentecoste, dopo la messa alla chiesa di San Bartolomeo degli Armeni il popolino, passata la Porta, si dirigeva sui terrapieni (zona attualmente occupata dalla stazione ferroviaria di Genova - Casella) a far pranzo sull'erba, mangiando la tradizionale frittata con l'insalata selvatica. Verso la fine dell'ottocento, l'usanza del "mangià in sci terrapin" andò declinando.

Quella successiva è porta San Bernardino, la quale prende il nome dalla vicina chiesa. Fino al 1896 restava chiusa dalle 21 alle 4 e mezza di mattina. Nell'ottobre 1942 fu colpita dai bombardamenti; fino allora aveva mantenuto integro, anche se bloccato, il ponte levatoio con il suo sistema di chiusura (uguale a quello dello Sperone). Dalla Porta, nell'ottocento aveva origine la via delle Baracche, il cui accesso attuale risale agli anni '30.

Segue Porta delle Chiappe o di San Simone. Secondo una tradizione popolare, nel 1346 qui passò Santa Brigida, la quale profetizzò che un giorno Genova sarebbe stata ridotta ad un cumulo di rovine, ed i pellegrini passando sopra il monte ed indicando verso la valle, avrebbero detto "Là era Genova". Fino al 1898 rimaneva chiusa di notte. Il nome, secondo alcune fonti, deriva da una cappella dedicata ai SS. Simone e Taddeo "protettori del popolo genovese", situata in epoca remota all'apice di salita San Simone.

Sul versante della val Polcevera si apre Porta Sperone, situata all'interno del Forte omonimo, nata come sortita ma divenuta Portello a scopo prevalentemente militare con la realizzazione del Diamante.

Presso via ai Piani di Fregoso troviamo Porta Granarolo, la quale è sormontata da uno stemma di marmo. Era originariamente provvista di ponte levatoio. Da qui passava l'antica strada proveniente da Begato la quale, attraversata la Porta, discendeva verso l'attuale via Adua. L'antico percorso d'accesso, all'inizio del XX secolo, è stato sostituito dalla rotabile attuale; la Porta è rimasta così abbandonata e l'antica strada cancellata da rovi e sterpi.

La Porta degli Angeli, seguente a quella di Granarolo, deve il suo nome alla chiesa dei Carmelitani demolita nel 1810, situata nei pressi.

Provenendo da Sampierdarena, la prima che s'incontrava era Porta della Lanterna, realizzata tra il 1633 ed il 1643. Nel 1827 si pensò di demolirla: invece ne fu costruita una nuova a doppio fornice, un centinaio di metri prima, provvista dello stemma sabaudo. L'antica Porta, a causa del suo unico accesso, era in un certo senso ingombrante e d'intralcio alla viabilità. Nel 1877 se ne decretò la demolizione. Contemporaneamente, con una petizione popolare che raggiunse le oltre diecimila firme, se ne richiedeva la conservazione; ciononostante nello stesso autunno si procedette, quasi in sordina, alla sua demolizione. Del monumento rimangono solo la statua della Madonna e la sottostante scritta POSUERUNT ME CUSTODEM (naturalmente conservati in luoghi separati). Come purtroppo spesso avviene a Genova, non si è avuto nessun riguardo per un monumento del passato. Sorte migliore ha avuto l'ottocentesca Porta la quale, in seguito alla demolizione del colle di San Benigno, nel 1930 fu smontata e riposta sotto la Torre della Lanterna.

 

 

  Altre immagini:

  Porta degli Angeli nel 1920: da notare lo stemma soprastante, oggi purtroppo scomparso

  Porta delle Chiappe: il sovrastante corpo di guardia nel 1903

  Porta delle Chiappe: immagine del 1968

  Porta nuova della Lanterna: spostamento dell'ottobre 1930

  Porta Granarolo: prospetto interno con casetta daziaria nel 1921

  Porta Granarolo: prospettiva odierna della foto precedente

  Porta Granarolo oggi

  Porta San Bartolomeo: immagine odierna

  Porta San Bartolomeo: resti delle catene di blocco dei contrappesi

  Porta San Bernardino in un'immagine recente

  Porta San Bernardino: prospetto verso la città nel 1920

  Porta San Bernardino nel 1928

  Porta San Bernardino nel 1928: particolare del ponte levatoio

  Porta Pila nella sistemazione originaria: particolare con il fossato

  Porta Pila in un'immagine del 1896, dopo la demolizione delle Fronti Basse

  Porta Pila subito dopo il primo trasferimento sulle Mura di Montesano

  Porta Pila inglobata nelle Mura di Montesano: panoramica del 1920

  Porta Pila: ultimo spostamento intorno al 1940

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