BATTERIA POGGIO GRANDE
Per visitare la Batteria Poggio Grande, da Zuccarello si prosegue lungo la strada statale N° 582 fino a oltrepassare Castelvecchio di Rocca Barbena. Si prosegue poi in direzione Balestrino - Toirano. Giunti sulla sella che separa la valle di Zuccarello da quella di Toirano, si abbandona la rotabile principale imboccando lo sterrato per il Santuario di Monte Croce. Si parcheggia il mezzo dopo circa un chilometro, quando la strada costeggia brevemente un piccolo valico, oltrepassato il quale si giunge sull'antica strada militare che reca alla Batteria. Questa è completamente invisibile, sulla cima della collina. S'intravede solo un muraglione, che visto da lontano non fa intuire la presenza del complesso
La fortificazione presenta un perimetro a forma di "S", ed è cinta da un fossato completamente invaso dalla vegetazione. E' composta da una caserma a piano unico situata sul fronte di gola; sul retro un cortile la separa dalle postazioni d'artiglieria, raggiungibili da una rampa in salita. L'interno è ben conservato, e forse, per la sua posizione nascosta, presenta pochi segni di degrado dovuti ai vandalismi. I locali sono molto asciutti; questo ha permesso di conservare, ad esempio, le antiche pavimentazioni, ed a numerose scritte originarie di giungere integre fino a noi. Alcuni passaggi sono comunque resi difficili dalla presenza di vegetazione infestante.
L'accesso al suo interno avviene per mezzo di una rampa in trincea, che termina dal portale di accesso, sovrastato in origine dal nome dell'opera. Sui mattoni dei due lati del portone, sono leggibili le firme incise dagli antichi soldati. Sia a destra che a sinistra dell'accesso, si aprono verso il fossato le finestre dei locali interni. Si accedeva al suo interno superando il metallico portone originario, tramite un ponte in legno a scorrimento orizzontale che superava una fossa di difesa, situata dopo il portone; questo è stato smantellato in tempi recenti in modo da vietare l'accesso. Oggi sono stati allungati dei traballanti tronchi d'albero, per facilitare l'accesso. Ricordiamo che l'operazione è pericolosissima, quindi si consiglia di effettuare un'eventuale visita passando attraverso i muraglioni di collegamento del fossato. Oltrepassando l'accesso troviamo il demolito locale del Corpo di Guardia. Nella caserma sono dislocati i servizi della guarnigione, tra i quali, a destra entrando nell'opera: la cucina con sottostante cisterna, il piccolo magazzino viveri, la pompa per l'acqua della cisterna con parte del meccanismo. Di fronte all'ingresso, i locali per il "confezionamento cartocci" ed il "caricamento proietti"; al loro interno, le tracce del vano illuminazione, raggiungibile dalla retrostante intercapedine.
Alla sinistra dell'ingresso troviamo le camerate per la guarnigione. I locali presentano scritte originarie che ci permettono di sapere che ognuno alloggiava sette letti. Di fronte alle camerate, sotto la rampa di accesso alle postazioni d'artiglieria, vi sono le latrine. Dall'ultimo locale, una scala conduce, tramite lunga ed umida galleria scavata nella roccia, ad un locale, notevolmente distaccato dall'opera, che presenta alcune caratteristiche tipiche delle polveriere; questo è però situato in un luogo troppo umido, per cui tralasciamo la ricerca della sua destinazione. La galleria prosegue dopo il locale restringendosi, con basso accesso chiuso da una grata. Di fianco all'ultimo locale è l'accesso in galleria alla polveriera, riconoscibile sia per la scritta che per le caratteristiche del locale.
Di fronte all'ingresso principale dell'opera, una rampa in salita conduce alle postazioni d'artiglieria. L'opera poteva essere armata con 12 pezzi d'artiglieria. Le postazioni erano intervallate dai locali delle riservette, accessibili tramite scalette. Al loro interno si scorgono tracce dei ripiani.
Dall'opera, terminata nel 1897, si possono dominare tutte le vallate circostanti; il suo scopo era di precludere l'accesso nemico dal mare.