BATTERIA ROCCA LIVERNA'
La Batteria Rocca Livernà si raggiunge percorrendo la Statale N° 582 del colle di San Bernardo. Provenendo da Albenga e giunti nell'abitato di Martinetto, s'imbocca sulla sinistra un ponte che supera la Neva e la strada per Nasino. Dopo circa 700 metri, sulla sinistra si oltrepassa un cancello che dà adito alla strada militare per Rocca Livernà. Il percorso è piuttosto sconnesso, anche se percorribile con una normale automobile, e presenta ancora integri i muretti di protezione a valle. Dopo circa 6400 metri la rotabile termina presso l'ingresso dell'opera. Questa, circondata da un fossato, completamente mimetizzata con il terreno circostante, si presenta con una particolare forma a "ventaglio", e poteva ospitare 10 pezzi d'artiglieria.
Prima dell'ingresso vero e proprio s'incontrano, sulla destra lungo una rampa in trincea, i resti dei probabili alloggiamenti della truppa. Di fronte, le tracce della garitta per la sentinella. Entrati all'interno dell'opera tramite l'accesso principale, possiamo iniziarne la perlustrazione. Questa si presenta con 5 postazioni in barbetta, intervallate dalle riservette. Dietro le postazioni è situato un corridoio ad un livello più basso, dove si aprono i locali per il caricamento dei proietti. Alcuni di questi vani sono in comunicazione con le riservette. Due ponticelli scavalcano il corridoio, in modo da collegare il piazzale della fortificazione con le postazioni d'artiglieria. Proseguendo lungo il corridoio, notiamo le tracce della fontana; subito dopo, una scalinata conduce all'esterno della fortificazione dove, transitando lungo uno stretto percorso, giungiamo in vista della polveriera. Questa, scavata completamente nella roccia, dovrebbe essere un'aggiunta successiva. In fondo al locale, un basso cunicolo che termina pericolosamente a picco sulla valle sottostante, permetteva la giusta ventilazione.
L'interno dell'opera presenta alcuni elementi originari, come la numerazione di alcuni locali o le scritte delle sentinelle; L'originaria polveriera, situata a lato della rampa d'ingresso, presenta l'originaria copertura in travi di legno e metallo. Alcuni vani crollati fanno ipotizzare ad esplosioni provocate per distruggere materiale d'artiglieria.
Dalla Batteria si ha un'ampia visuale lungo la vallata della Neva, la vallata che sale a Pieve di Teco e quella verso Nasino. Infine si controlla la Piana d'Albenga. Era l'opera con funzione d'avvistamento; da qui si poteva comunicare, presumibilmente con telegrafo ottico, con la Batteria Monte Arena e con il Forte Poggio Grande.