TORRE QUEZZI

 

 

Percorrendo la strada militare proveniente dal Forte Quezzi, in prossimità dei serbatoi dell'Acquedotto Val Noci una deviazione a sinistra conduce al pianoro occupato dalla Torre Quezzi, una costruzione a tronco di cono realizzata, come posto avanzato del vicino Forte, tra il 1818 ed il 1825. A metà altezza si innestano delle paraste che sorreggono il parapetto di coronamento.

Il fabbricato è difeso in tutta la sua circonferenza da caditoie, provviste in origine di grate apribili. L'ingresso, provvisto di ponte levatoio, era difeso da un breve fossato a semicerchio.

Oltrepassato l'ingresso, notiamo a sinistra la scala di servizio, ricavata in uno dei quattro pilastri reggenti, che scende nei due vani sotterranei; questi, erano adibiti a magazzino e deposito polveri. Due aperture sul soffitto, ora non facilmente rintracciabili, permettevano il passaggio dei materiali.

Le cannoniere nei due piani superiori erano provviste in origine di inferriate apribili nella parte centrale (che oggi troveremo uguali ed intatte nelle Torri San Bernardino e Specola). Il soffitto del piano terra attualmente non esiste più. Si suppone fosse formato da una volta a crociera, provvista di quattro grate negli angoli svuotati. Utilizzando la ripidissima scala di servizio si accede al piano superiore. Da qui si possono vedere, annegati nei pilastri, i resti dei tiranti in ferro, asportati demolendo il pavimento probabilmente alla fine della seconda guerra mondiale. Sulle pareti interne è ancora visibile a tratti l'intonaco originario.

Il terrazzo superiore, il cui accesso è sconsigliato, è a prova bomba; era pavimentato in mattoni sui quali, successivamente, è stato steso uno strato di bitume. Al centro esisteva in origine una piccola copertura in marmo, la quale poteva essere aperta per facilitare lo smaltimento del fumo di sparo, tramite un camino circolare verticale collegato con l'interno.

L'opera fu abbandonata dall'autorità militare all'inizio di questo secolo e trasformata, sembra nel 1909, in un caratteristico ristorante. La struttura viene oggi saltuariamente utilizzata per ricovero greggi.

 

 

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